Adoro i gialli. E le riviste ben scritte. E come Cristina Origone adoro i gatti, immancabili fra le pagine di AGATHA, la rivista letteraria da lei ideata e diretta e dedicata alle donne che scrivono gialli. Ecco perché sono stata così felice quando mi ha proposto un’intervista sul numero 4 di luglio, all’interno della rubrica Il mestiere dell’editor.

Fin dal primo numero, Agatha mi è piaciuta moltissimo. È curata in ogni dettaglio, ben leggibile, ricca di immagini accattivanti, con rubriche dedicate ai libri e alla lettura, interviste alle autrici e alle professioniste dell’editoria e del cinema, approfondimenti letterari. In particolare, mi sono subito innamorata della rubrica Gialli coi baffi a cura del gatto Calì, che ogni volta ci consiglia un libro e ci spiega perché è piaciuto sia a lui sia alla sua umana.

È stato un onore chiacchierare con Cristina, persona deliziosa e molto preparata e precisa. Abbiamo parlato di come sono passata da impiegata bancaria a editor e correttrice di bozze, di una tipica giornata lavorativa, delle competenze fondamentali per affermarsi in questo campo e… di come i miei gatti mi “aiutano” (ehm…) quando mi dedico ai manoscritti.

Un estratto dell’intervista

Ti riporto un estratto della mia intervista su Agatha. È la risposta alla domanda che ritengo più significativa, perché spesso ci si dimentica che occorre una preparazione specifica per lavorare in questo campo, al di là della conoscenza della lingua italiana e della letteratura.

«Quali competenze ritieni fondamentali per avere successo in questo campo?

“Sicuramente serve avere un’ottima conoscenza della lingua italiana e della letteratura, ma non basta. Per avere successo in questo campo è indispensabile seguire corsi di formazione e non smettere mai di studiare e aggiornarsi. La professoressa di italiano o l’amica scrittrice possono correggere degli errori di ortografia o dire se una storia è piaciuta o no. Ma senza una preparazione specifica non sono in grado di valutare, ad esempio, se una scena collettiva è costruita in modo efficace, se ci sono errori nella gestione del punto di vista, se tutte le norme redazionali sono rispettate. E poi bisogna leggere tanto. Anzi, tantissimo. Perché oltre a studiare la teoria occorre conoscere le tendenze di mercato, le nuove uscite e gli autori più importanti dei vari generi letterari, o almeno di quelli di cui ci si occupa. Non si può pensare di lavorare su un thriller senza aver mai letto King.”»

Leggi l’intervista completa

L’intervista completa è a pagina 40 di AGATHA numero 4 di luglio. Puoi leggere la rivista gratis su www.agathalarivista.it o acquistarla su Amazon. E, mi raccomando, non perderti i prossimi numeri.

Buona lettura!