Come proteggere il tuo manoscritto dal plagio: sei strumenti (anzi, sette) di tutela del copyright

Libro aperto con sopra occhiali e due evidenziatori. in Basso, una fascia arancione con scritto (copyright)

“E se qualcuno mi ruba il romanzo o il racconto?” Questa è una domanda ricorrente fra chi scrive, soprattutto tra gli esordienti. A volte, il timore del plagio c’è anche in caso di invio del manoscritto a un professionista editoriale o a una casa editrice. Vediamo allora come stare tranquilli grazie agli strumenti di tutela del copyright.

Partiamo da una premessa: il diritto d’autore nasce in automatico, basta che l’opera abbia il carattere creativo e una forma espressa, come ti ho spiegato in un precedente articolo (lo trovi qui). Ma è anche vero che, in caso di contestazione, un documento che ne dimostri la paternità è un mezzo in più di tutela del copyright.

In questo articolo ti illustro sei strumenti per proteggere il tuo testo dal rischio del plagio. Anzi, sette. L’ultimo è in realtà una dritta, ma è fondamentale, e riguarda proprio l’invio del manoscritto a un professionista editoriale o a una casa editrice.

1. Invio con raccomandata

Stampa il manoscritto e invialo al tuo indirizzo tramite raccomandata postale. Una volta ricevuta la busta, mi raccomando: non aprirla! Il timbro postale fungerà da prova della paternità dell’opera in caso di disputa.

2. Invio con PEC

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un’alternativa digitale alla raccomandata postale, e ne ha lo stesso valore legale. Spedisciti il manoscritto, come allegato, da un’altra PEC. Farà fede la data di ricezione.

3. Deposito o registrazione SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori)

Il deposito si effettua nella sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative). Il servizio ha un costo variabile a seconda che tu sia associato/mandante o meno.

Con la registrazione, invece, puoi ottenere il bollino SIAE, quel contrassegno olografico che tante volte si vede sui libri in commercio. Anche in questo caso, la procedura ha dei costi.

4. Acquisto di un codice ISBN

Con l’ISBN (International Standard Book Number), la tua opera viene catalogata come libro in commercio. Questo farà da prova ufficiale della sua esistenza.

5. Marcature temporali con piattaforme online

Piattaforme accreditate come ad esempio Proofy permettono di ottenere marcature temporali digitali, che certificano l’esistenza e la proprietà della tua opera con una sorta di bollino elettronico. I prezzi sono variabili a seconda del pacchetto scelto.

6. Deposito presso un notaio

Questo è un metodo tradizionale ed efficace ma più costoso perché bisogna, ovviamente, pagare l’onorario professionale.

7. La dritta: valuta bene a chi inviare il manoscritto

Indaga sempre su chi riceverà la tua opera. Si tratta di un professionista o di un millantatore? Controlla il sito web, le pagine social, le recensioni e i lavori svolti.

Un editor o correttore di bozze serio, ad esempio, non metterebbe mai a rischio la sua reputazione e il suo lavoro rubando un testo altrui. Lo stesso vale per una casa editrice seria: il suo interesse è guadagnare pubblicando libri di qualità e, magari, creare anche un rapporto duraturo con gli autori.

Per concludere

Va bene la tutela del copyright, e ci sono diversi strumenti validi per farlo. Ma occorre anche scegliere con consapevolezza a chi affidare il proprio manoscritto. Quindi, per concludere, se ti rivolgi a case editrici serie e professionisti editoriali affidabili, azzeri o comunque minimizzi il rischio del plagio. E dormirai sonni più tranquilli. Meglio così, no?


Questo articolo è stato pubblicato sul numero 12 (maggio-giugno 2025) di AGATHA, la rivista diretta da Cristina Origone e dedicata alle donne che scrivono gialli. Puoi leggere la rivista gratis su www.agathalarivista.it o acquistarla su Amazon.