Correzione di bozze

Con la correzione di bozze intervengo sui testi per renderli puliti, privi di errori e uniformi, pronti per essere presentati al pubblico o a una casa editrice. Vado a caccia di refusi, elimino gli errori ortografici, sintattici, grammaticali, concettuali, di formattazione. Inoltre, controllo il rispetto dell’uniformità editoriale e verifico citazioni e fonti.

Correggere una bozza non significa, dunque, solo controllare l’ortografia e la grammatica. Conoscere bene la lingua italiana è una condizione indispensabile ma non sufficiente. Certo, l’insegnante di Italiano di quando andavi a scuola o la tua amica che studia Lettere possono eliminare alcuni tipi di errori. Per tutto il resto, però, occorre una preparazione specifica.

Foglio di carta con testo corretto a penna rossa. Sul foglio sono appoggiati occhiali, righello e penna. Intorno, alcuni libri e manuali sulla correzione di bozze.

I refusi, detti anche errori di battitura o di distrazione, sono molto insidiosi: è normale e frequente che sfuggano alla rilettura. Questo perché, avendo scritto tu il testo, ne conosci bene il contenuto, e quando lo rileggi la tua mente è portata a concentrarsi sul senso delle frasi anziché sulle singole parole e lettere. Così, puoi non accorgerti di una lettera mancante, di una di troppo o di un’inversione di lettere. Per evitare ciò, occorre affidarsi a un occhio esterno come il mio. La revisione che faccio è ben diversa dalla rilettura comunemente intesa. Perché è lenta, sillabata, concentrata sulle singole parole e lettere, e non segue necessariamente la numerazione delle pagine. Anzi, tante volte parto proprio dall’ultima per andare indietro, oppure seguo un ordine casuale. Scovare e correggere un refuso significa, ad esempio, che sostituisco capello con cappello, preso con perso, o ancora lirbo con libro.

Con la correzione di bozze individuo ed elimino anche gli errori ortografici, sintattici, grammaticali. Ad esempio, correggo perchè con perché, con do, fascie con fasce. Questi errori possono derivare dalla fretta o dalla non conoscenza di una regola. È mia abitudine, nel commento al testo che restituisco, far notare gli errori più frequenti e spiegare le regole da seguire per non ripeterli in futuro.

Mi occupo inoltre degli errori concettuali, che individuo e sistemo chiedendoti prima, se necessario, conferma di ciò che intendi esattamente esprimere. Un esempio di errore concettuale è quello di scrivere che Piazza di Spagna si trova a Venezia.

Oltre a questo, controllo che non ci siano errori di formattazione (ad esempio, un paragrafo scritto con un font diverso, o con un carattere più piccolo), che sia rispettata l’uniformità editoriale (utilizzo del corsivo, dei segni di dialogo, delle maiuscole eccetera), che le fonti e le citazioni riportate siano corrette.

Una precisazione: la correzione di bozze può essere effettuata su carta (con appositi simboli posti a margine con la penna rossa) oppure a video. Le conosco entrambe, ma mi occupo prevalentemente delle seconde, con lo strumento Revisioni di Word.

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