Ma però, di per sé, è corretto e si può scrivere. Dal punto di vista grammaticale non è un errore, come invece tante volte si crede. Il discorso cambia dal punto di vista stilistico. In pratica, ma però non si può sempre usare.

Ma però non è un errore

Spesso si ritiene che ma però sia un errore perché sarebbe la ripetizione inutile di due parole con lo stesso significato. In realtà non è così. Primo perché ma e però, scritte insieme, non sono una ripetizione ma due congiunzioni avversative diverse fra loro; secondo perché formano un un rafforzativo, cioè aumentano l’intensità di quello che si sta dicendo. Vediamo la questione più nel dettaglio.

Le congiunzioni avversative servono a legare parole o proposizioni in contrasto fra loro e si dividono in due categorie, le limitative e le oppositive. Le limitative limitano quanto affermato in precedenza o lo mettono in una luce diversa (esempio: “Il vestito è molto scuro, tuttavia ti sta bene”). Le oppositive esprimono una contrapposizione netta (esempio: “Credevo fosse azzurro, invece è viola”).

Mentre il però appartiene alle limitative, il ma è l’unica avversativa che appartiene a entrambe le categorie. Ma e però, quindi, non sono due congiunzioni identiche.

Per il suo doppio valore, il ma si può scrivere insieme ad altre avversative che ne rafforzano il significato sia in senso limitativo (ma però, ma tuttavia) sia in senso oppositivo (ma invece, ma bensì). Per i linguisti non sarebbero accettabili altre combinazioni di avversative come, ad esempio, tuttavia però o bensì però.

Perché ma però non si può sempre scrivere

Perché ma però, pur essendo corretto, non si può sempre scrivere ed è tanto bistrattato, a differenza di ma bensì, ma invece, ma tuttavia? La risposta sta nel fatto che ma però è diffuso nel linguaggio parlato informale. Negli altri contesti, è quindi fuori luogo.

Vero che, in passato, Dante e Manzoni usavano ma però, ma la lingua italiana è cambiata e oggi le cose non stanno più così. Insomma, dire “lo scrivo perché lo facevano anche Dante e Manzoni” non è una buona giustificazione.

Ma però può andare bene durante una chiacchierata fra amici. Oppure si può scrivere in una battuta di dialogo per caratterizzare un personaggio, o in un messaggio di natura colloquiale.

Nei contesti più formali, invece, non è proprio il caso di usarlo. Ad esempio, non si scrive in un atto amministrativo o in un saggio. Ed è bene evitarlo anche in un tema a scuola, dove molto probabilmente verrebbe segnato come errore.

Quando scrivi e rileggi il tuo testo, se vuoi usare ma però domandati sempre se è stilisticamente adeguato, al di là della correttezza grammaticale. Ti potrebbe interessare anche Correzione di bozze, editing stilistico e la via di mezzo.

Spero che l’articolo ti sia stato utile. Ho trattato lo stesso argomento, in forma sintetica, anche nella pagina dedicata ai video (il video dura circa un minuto).

Se vuoi approfondire l’argomento, ti indico le principali fonti: Grammatica italiana di Luca Serianni (edizioni Utet), Enciclopedia Treccani, Accademia della Crusca.